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Il taglio del tappeto erboso: consigli utili

Tra gli aspetti più significativi della cura di un giardino ritroviamo sicuramente la gestione del tappeto erboso. Nella maggior parte delle situazioni ha bisogno costante di acqua, concimazioni e tagli frequenti.

Nozioni di base

Il taglio del prato è la pratica più importante, si asporta la porzione più vecchia della foglia abbassando l’altezza, mantenendo la pianta sempre in uno stadio giovanile, stimolando l’accestimento (allargamento laterale) e favorendo lo sviluppo radicale e la rigenerazione. È basilare sapere che le ferite di taglio sono il sito ideale per la penetrazione dei funghi patogeni, per questo motivo più è netta la superficie di taglio, minore è il rischio di penetrazione di patogeni fungini perché minore sarà la superficie esposta. Un’altra nozione nodale è avere ben chiaro che ad alte frequenze di taglio dovrebbero corrispondere basse altezze e viceversa. L’eccessivo abbassamento di altezza può causare uno scarso sviluppo dell’apparato radicale, degli stoloni e dei rizomi, con la perdita di uniformità del tappato e con diradamenti, per questo motivo ad ogni intervento è opportuno asportare una minima parte della lamina fogliare, corrispondente ad al massimo un terzo dell’altezza. Ad esempio un tappeto erboso alto 9 cm si può portare a 6 cm e non meno. Un taglio ad un’altezza troppo bassa crea uno stress fisiologico per l’asportazione delle riserve di carboidrati, diminuisce drasticamente l’attività fotosintetica e aumenta la possibilità della comparsa di malattie e infestanti, ne consegue che un taglio alto mitiga la temperatura del terreno, favorisce l’approfondimento delle radici, permette una maggiore riserva di carboidrati e una maggiore attività di fotosintesi e diminuisce la possibilità di germinazione delle infestanti. Può sembrare paradossale ma tagliando più alto e più spesso diminuisce la crescita e quindi il materiale di risulta.

Ora che abbiamo queste nozioni di base dobbiamo essere al corrente del miscuglio di seme del nostro giardino per comprender l’altezza che ogni specie privilegia. Per esempio un classico mix di Festuca e Poa richiede un’altezza di 5/6 cm, mentre un prato di macroterme come Zoysia o Paspalum può essere tenuto a 2,5 cm.

Scelta del tosaerba

Altro nodo essenziale è la scelta del tosaerba. Il taglio a percussione, solitamente effettuato con una macchina a lame rotative, è il sistema più diffuso che permette una discreta qualità di taglio, perché c’è il rischio di sfilacciamento degli steli, l’altezza di taglio varia tra i 3 e i 12 cm. Il taglio a forbice si effettua con tosaerba a lama elicoidale, garantisce un taglio molto netto e preciso ma l’altezza massima di taglio è di circa 4 cm in base al modello scelto.

In entrambi i casi precedenti è necessario raccogliere l’erba tagliata e quindi doverla smaltire come rifiuto.

Il mulching

Il taglio mulching permette di risparmiare tempo evitando la raccolta e lo smaltimento delle risulte, fornendo allo stesso tempo sostanza organica e riducendo la perdita di umidità, visto che il 70% dell’erba che si asporta dal tappeto è composto da acqua. Questo sistema sminuzza ripetutamente i frammenti di erba e li rilascia sul prato, questi si decompongono e fertilizzano naturalmente il terreno. Un altro aspetto di cui tenere conto è che lasciando umidità sul terreno è possibile ridurre le irrigazioni estive.

C’è da tenere in considerazione che per avere un effetto paragonabile a quello del taglio con asporto bisognerebbe aumentare la frequenza del 15/20 % ed evitare di intervenire quando il terreno è troppo umido.

Published On: 10 Aprile 2024Categories: Manutenzione Giardino